La maledizione di Schrojf


Come il connazionale Viliam Schrojf, che regalò due gol ad Amarildo e Vavà nella finale mondiale del 1962, e come in definitiva tutti i portieri Petr Cech sarà condannato a vita a parlare dei suoi errori piuttosto che delle tante prodezze. Se almeno John Terry a Mosca non fosse scivolato…Fatta la tara del becerismo, che in genere si manifesta più sui media del proprio paese per i noti motivi (la nazionale è di tutti e di nessuno), non c’è dubbio che senza il regalo del pareggio a Nihat adesso staremmo parlando di una Repubblica Ceca con tutte le possibilità di arrivare in semifinale dopo il quarto con la Croazia. Per quello che hanno fatto vedere nelle tre partite, né la squadra di Bruckner (fortunatissima all’esordio con la Svizzera) né la Turchia di Terim (senza gioco, ma con davanti elementi di qualità) avrebbero meritato di entrare fra le prime otto d’Europa, ma come dice Abete la formula è ingiusta ed allora avanti una ed a casa la Svizzera che contro il Portogallo, in uno struggente clima da finale per il terzo posto, ha messo in campo tutti i suoi rimpianti. Peccato per Bruckner e per i resti della generazione Nedved (ultimi esponenti Koller e Galasek, nell’ultima stagione entrambi al Norimberga) chiudere in questo modo, ma il futuro non è nero: ad integrare il gruppo visto a Euro 2008 ci sarà uno dei migliori prospetti del calcio europeo, Lubos Kalouda, nato come millesimo ‘nuovo Nedved’ ma che nel Mondiale Under 20 dell’anno scorso è sembrato davvero di un’altra categoria (gioca, poco, nello Spartak Mosca), e di sicuro rientrerà l’infortunato Rosicky. Il girone di qualificazione mondiale è pieno di squadre medie, quindi è difficilissimo: Polonia, Irlanda del Nord, Slovacchia e Slovenia possono essere superate, ma il discorso valeva anche per la Turchia. Onore a Bruckner, che lascia il ricordo di una bellissima squadra (soprattutto quella di Euro 2004, molto simile a quella di adesso ma con in più gli Smicer ed i Poborski, un Baros ben diverso da quello odierno, ovviamente Nedved e come rincalzo l’eccellente Heinz, arenatasi in semifinale contro la Grecia) che si è giocata male le sue grandi occasioni: al Mondiale 2006 (era nel girone dell’Italia, da cui fu battuta due a zero) e adesso. Succede, alla fine vince solo uno, ma questa Turchia era davvero poca cosa.

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