Buffon e le articolesse


Dispiace che le considerazioni combinatorie su quanto potrebbe accadere martedì sera mettano in secondo piano Italia-Romania, che provincialmente pensiamo sia stata la partita più bella vista finora nel torneo. Per emozioni, occasioni da gol, situazioni controverse, capovolgimenti psicologici: gli azzurri se la sono giocata bene, ma non si può dire onestamente che avrebbero meritato la vittoria visto che i pericoli corsi dai portieri si sono equivalsi. Perfetto Buffon, che alle parate di tecnica ha aggiunto il rigore respinto con miracoloso doppio riflesso mano-piede, se possiamo scrivere ancora quattro giorni di articolesse sull’Olanda, su Donadoni, eccetera, il merito è suo. Massacrato dai pagellisti Zambrotta, che prima e dopo il tragico errore che ha regalato il vantaggio a Mutu era però stato uno dei migliori Zambrotta della stagione dominando la fascia quasi come due anni fa: soprattutto dopo l’accentramento di Chivu per l’infortunio di Radoi. Sufficienti Panucci e Chiellini, sempre in anticipo sul toro Niculae e quasi mai in sofferenza su di un Mutu che partiva troppo da lontano: il romanista come in campionato puntuale in zona gol (buona anche la torre di Chiellini), ma come nell’ottavo mondiale contro la Corea del Sud (là trattenne Seol) artefice di un rigore correttamente fischiato abbracciando Niculae. Straordinario Grosso nei cross e nelle discese, in difesa quasi mai in sofferenza sull’assatanato Petre tranne che in un’occasione, gestita peraltro con una scivolata da cineteca. A centrocampo meglio De Rossi di Pirlo, più preciso nei lanci ma anche giù di condizione. Buonissimo il primo tempo di Camoranesi, spentosi alla distanza, in affanno un Perrotta di piccolo cabotaggio che quasi mai si è inserito. Lottatore ma poco ispirato Toni, sempre a due centimetri dalla gloria tranne che nell’occasione del gol ingiustamente annullatto da Ovrebo. Una rete che avrebbe cambiato tutto, dal nostro Europeo alle considerazioni sui massimi sistemi calcistici: un episodio che ci ha rovinato, in uno sport dove l’episodio è tutto. La nostra bella teoria sul rendimento che ha confermato quello nel corso della stagione è stata smentita da un Del Piero disastroso, che ha sfiorato un gol ma senza comunque mai fare Del Piero, cioé dare qualità e spunti nei 25 metri finali. Cassano inserito al momento giusto, ma in mezzora ha sbagliato tutte quelle giocate di precisione che fanno la differenza: fisicamente tonico, non ha osato ed ha finito per sbagliare anche gli appoggi più semplici. Sensate tatticamente le mosse di Quagliarella per allargare il campo e di Ambrosini nel finale per sfruttare le situazioni di confusione, ma risoltesi entrambe in un nulla di fatto. In definitiva molto meglio il livello della partita di quello delle singole prestazioni azzurre, Buffon e Grosso a parte.

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